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SPETTACOLO TEATRALE: I 4 MOSCHETTIERI

 9/10/2010 Teatro comunale di Thiene

 

Si ringraziano quanti interverranno allo spettacolo, l'associazione Casa dei Sogni, Banca AltoVicentino e Banca San Giorgio.

Due Banche di Credito cooperativo unite per la cooperazione in Africa.

25/09/2010
MAMBASANEWS: MOSTRA A MILANO

15/04/2010
RACCONTI DA MAMBASA

E’ trascorso quasi un mese.. almeno così mi ricorda il calendario.. il giorno della partenza si avvicina sempre più. Mille corse per terminare al meglio i lavori iniziati e non lasciare Anna da sola a gestire il tutto.
 
Parenti e amici iniziano già a chiedermi come ho vissuto questo mese, con naturalezza rispondo, non sono in grado di aggiungere altro. Vivo Mambasa come se fossi già stata qui, come se conoscessi già la città e la popolazione.
Un grande aiuto me l'ha dato Anna, con i suoi racconti e l'amore per questo popolo, ma ciò non basta per farmi vivere in totale tranquillità quest’esperienza, evidentemente è il mio momento, da tempo pulsava dentro me, Anna mi ha solo aiutato ad esprimerlo e a realizzarlo; assistere e aiutare a migliorare le persone in difficoltà è quel che devo fare.
 
In questo caso, le difficoltà sono causate da una situazione storica e sociale molto complicata.
Non dimentichiamoci che i ribelli ancora invadono il territorio del Kivu nel nord est della Repubblica Democratica del Congo, e i rifugiati di guerra di qui sono passati solamente un anno fa..
Mi racconta Anna, e leggo nei vari articoli l'attraversamento di Mambasa da fiumi di persone con i loro pochi averi trasportati sulla testa che fuggivano dal terrore della guerra, alla ricerca di villaggi tranquilli non invasi dal terrore e dalla crudeltà.
Ciò è stato molto demoralizzante anche per gli abitanti di questo villaggio che negli ultimi anni hanno vissuto la guerra, per loro fortuna, solo di riflesso (l'ultima guerra a Mambasa è finita nel 2003).
Mi domando quindi, vista la storia di questo popolo, come riescano a trovare dentro se stessi la forza per reagire, dove trovano l'energia per progredire e migliorarsi; molti hanno davvero la volontà di emergere, tutto ciò ce lo dimostrano quotidianamente le donne delle cooperative che lavorano di continuo per migliorare se stesse e la famiglia, dimostrando al tempo stesso alla società che ci sono delle reali possibilità, che non è poi così complesso emergere e avere una vita dignitosa.
 
"Il futuro non è  più quello di una volta" cita il poeta e saggista francese Paul Valery in un suo saggio nel 1931; ed è proprio così, non possiamo guardare indietro e continuare a ripetere l'inutile frase: "non cambierà", ne noi, Musungu (bianchi), ne loro dobbiamo pensare ciò. C'è chi vuole emergere, chi ha il desiderio di distinguersi, ma semplicemente non ne ha i mezzi e le possibilità.

Il nostro ruolo qui è in effetti quello di istruire, solamente con l'istruzione si migliora la propria situazione sociale.
 
Le donne hanno compreso tutto ciò, ed ogni settimana vengono puntuali agli incontri per la formazione, per me cosa nuova e inizialmente decisamente complicata, ed ora che è arrivato il momento di rientrare, mi sento “vuota” all'idea di non poter essere utile qui, almeno per un periodo.
 

Guardo di continuo le foto scattale, nella mia testa continuano a scorrere le immagini di un film girato in questo mese d'esperienza..
Non riesco a non pensarci, vivere e lavorare con loro mi ha dato molto, e pensare che sono immersa nella foresta equatoriale dove la popolazione vive di niente, hanno davvero pochissimo, ma allo stesso tempo hanno gioia e solarità dentro loro, sono carichi di energia... non è una cosa scontata ed è ciò che loro ci trasmettono continuamente, dando stimoli in più a noi per continuare in questo modo, tramite il progetto, a sostenerli.
 
 
Ringrazio ancora chi mi ha dato la possibilità di vivere quest'esperienza indimenticabile, e ringrazio ancora Dio che mi ha protetta e sostenuta durante questo percorso.
 
Grazie Anna, grazie Mambasiani.. grazie..
Sarò in debito per la vita con chi mi ha donato ciò..

 


Molte situazioni, esperienze, vicende sono indescrivibili, resteranno dentro me e tra i pochi che riusciranno a comprenderle..
Raccontare questo viaggio non è assolutamente semplice, nel modo più banale e con poche parole posso narrare solamente ciò che vi ho descritto, continuando però a portare con me le emozioni più profonde, quelle indescrivibili che hanno tracciato un solco dentro il mio cuore.


Giulia

11/03/2010
REP. DEM. CONGO: 'L'IMMENSA MISSIONE DI PACE ONU È UN FALLIMENTO TOTALE'

La più grande missione di pace al mondo dell'Onu, 20mila uomini impegnati nella Repubblica Democratica del Congo, si è dimostrata essere un totale fallimento. Nonostante il dispiego di così tante forze, infatti, la ricchissima regione orientale africana resta nelle mani dei ribelli ruandesi, tra sofferenze senza fine della popolazione civile e complicità delle truppe governative.

A denunciarlo è un rapporto di esperti delle stesse Nazioni Unite consegnato all'inizio di novembre. Pur essendo un rapporto segreto, le fughe di notizie probabilmente pilotate hanno ormai fatto il giro del mondo proprio mentre a New York è prevista una discussione sul tema proprio in serata. L'Est del Congo, il nord e il sud Kivu, resta sotto il sostanziale controllo dei ribelli ruandesi, sostenuti da organizzazioni internazionali - alcune si fingono enti caritatevoli - che li aiutano a veicolare il traffico illecito delle enormi ricchezze naturali. Di qui il totale fallimento dei caschi blu, certo non aiutati dall'esercito regolare congolese, che invece spesso presta il fianco ai ribelli in cambio di laute ricompense. Tutto questo mentre la popolazione vive un martirio senza fine. Omicidi, stupri, bambini-soldato, adolescenti rese schiave sessuali, villaggi incendiati, spesso con gli abitanti intrappolati vivi nelle capanne. I profughi sono ormai oltre un milione solo nell'ultimo paio d'anni. Il primo nucleo dei ribelli ruandesi di etnia hutu, attualmente si valuta che i miliziani in armi siano 5-6.000, fuggì in Congo nel 1994, dopo il genocidio, per paura di vendette. E qui sono rimasti, creando le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (Fdlr). Al vertice, ancor oggi, i vecchi spietati ufficiali ruandesi tra i protagonisti della mattanza del 1994.

Largamente tollerati dal governo congolese, e usati in funzione antiruandese quando i due Paesi erano in guerra, hanno finito per diventare i padroni del Nord e del Sud Kivu. Con la pacificazione tra Congo e Ruanda, però, il loro ruolo è divenuto insostenibile. Per cui all'inizio dell'anno i caschi blu, le truppe regolari congolesi (50.000 uomini schierati in Kivu) e per qualche mese persino nuclei di esercito ruandese hanno iniziato l'attacco al Fdlr. Dopo qualche ritirata iniziale, le Fdlr hanno inaspettatamente ripreso il controllo della regione, complici le truppe regolari. Per questo il rapporto Onu definisce l'azione dei Caschi Blu "inesistente, contraddittorio e fallimentare" persino nell'assicurare un minimo di sicurezza ai civili. Così i ribelli ruandesi controllano le enormi ricchezze della regione: oro, stagno e preziosi, con l'appoggio di reti internazionali. Si parla di due Ong spagnole, nord americane e asiatiche; ma una ricchissima sponda di mercato viene, soprattutto per i diamanti, dai Paesi Arabi. Le reti ricavano da questi traffici illeciti almeno un paio di milioni di dollari all'anno, che garantiscono armi e miliziani. Sullo sfondo, l'impotenza, se non l'ignavia, del più grande schieramento di pace dell'Onu.

http://it.peacereporter.net

 

26/11/2009
 
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